LE REGOLE DEL PAESAGGIO PERFETTO

LE REGOLE DEL PAESAGGIO PERFETTO

Il fotografo paesaggista ricerca l'inquadratura ideale con pazienza, passione e molta determinazione prima di applicarvi le tecniche di ripresa.

Che fotografiate le campagne di fronte a casa vostra o la Monument Valley, queste sono alcune semplici regole per non tornare con i soliti scatti banali che poco trasmettono della magnifica sensazione che avete vissuto quando contemplavate tanta bellezza.
Molti fotografano paesaggi meravigliosi, incuranti delle conoscenze basilari da applicare, per poi affidarsi al miracolo della post-produzione, pensando di stupire il pubblico con colori saturi e nitidezze vignettanti.
Tutto ciò non è fotografia.
Fotografia è saper interpretare la realtà scegliendone una porzione per poi congelarla in uno scatto, uno scatto che dovrà narrare le vostre sensazioni e farle rivivere a chi lo guarda...
Anche senza post-produzione.

In queste pagine scopriremo cosa serve per realizzare paesaggistiche suggestive partendo dalla pianificazione, passando dalla composizione e l'esposizione, fino ad arrivare all'editing dello scatto.
Vedremo quali attrezzature utilizzare e i migliori metodi di composizione suggeriti in relazione al tipo di soggetto.

Tutto quello che servirà per il prossimo tuo vero scatto di un paesaggio d'autore.

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ATTREZZATURA

Investire in un'attrezzatura adeguata è sicuramente il primo passo verso la realizzazione di scatti di paesaggio di qualità.
Stiamo parlando di alcuni strumenti necessari per essere pronti alla maggior parte delle situazioni e nella paesaggistica se ne incontrano davvero tante e svariate.
A parte l'essenziale, vale a dire una fotocamera e un obiettivo grandangolare sotto i 35 mm ci sono alcuni accessori per cui vale la pena munirsi, come un ottimo treppiedi e per ottimo intendiamo stabile e pesante e un set di filtri a densità neutra.
In un paesaggio, la nitidezza nativa è fondamentale, avere un treppiedi significa che si possono usare valori di diaframma molto chiusi, mantenendo un'ottima profondità di campo.

PIANIFICAZIONE

Pensare di raggiungere una location e poter iniziare a scattare immediatamente... NO!
Prima di schiacciare quel pulsante, abbiamo bisogno di pianificare il nostro lavoro.
Questo non garantisce lo scatto del secolo, ma aumentano le possibilità che ci si riesca!
Uno degli aspetti principali della fotografia paesaggistica è la programmazione del servizio, specialmente se stiamo parlando di una location che non conosciamo.
Se pensiamo di fotografare un tramonto, quantomeno dobbiamo conoscere l'orario esatto e calcolare i tempi di postazione, verificare l'itinerario e sapere da che angolazione riprendere per raccogliere il massimo dalla luce. Analizziamo quindi come arrivarci e in che punto possiamo posizionarci, informiamoci sui luoghi se eventualmente vi sono ostacoli imprevisti, controlliamo le previsioni meteo e altre condizioni naturali come le maree e i venti ed infine sfruttiamo il web per approfondire, magari guardando su google maps il percorso o l'anteprima di una vista panoramica con lo street view.

COMPOSIZIONE

Ora concentriamoci sull'inquadratura.
L'inquadratura, ovvero la composizione dell'immagine è alla base della fotografia.
In particolare modo nella paesaggistica, dobbiamo caratterizzare la scena ripresa con uno stile che ci distingua.

Le regole di composizione di base vengono osservate anche dai fotografi professionisti, anche i più stravaganti, infatti l''uso delle linee diagonali o linee guida, il rispetto della regola dei terzi e la gestione della profondità di campo, sono elementi fondamentali che ritroviamo in ogni scatto di qualità.

Per aiutarci utilizziamo la funzione Live View e le griglie presenti sul display della fotocamera.
La cosa fondamentale è prendersi il tempo necessario per la giusta inquadratura per non perdere poi tempo in fase di post-produzione.

ESPOSIZIONE

FAI UNA CORRETTA ESPOSIZIONE
Una volta decisa la composizione del vostro scatto, non rimane che assicurarsi di una perfetta esposizione.
L'esposizione può essere molto variabile a seconda del paesaggio e bisogna tenere sempre in considerazione la luminosità del cielo, esso determina spesso la maggior parte degli errori di esposizione.
Ecco perchè consigliamo di munirsi di filtri polarizzatori e ND in grado di "smorzare" le luci forti in caso abbiate la necessità di utilizzare tempi lunghi di esposizione.
BILANCIAMENTO DEL BIANCO
Una volta accesa, la nostra macchina effettuerà il WB automatico (AWB), ma per essere certi di non trovarsi la foto con alterazioni di colore effettuiamo il classico bilanciamento con un cartoncino bianco.
ELIMINIAMO IL RUMORE
Il rumore è causato dai valori ISO elevati e causa devastanti effetti sul risultato dello scatto.
Cerchiamo quindi di impostare gli ISO ai livelli minimi, anche con luce scarsa.
Compenseremo con i tempi lunghi.
DIAFRAMMA CHIUSO
Se vogliamo un paesaggio interamente nitido, dovremo chiudere il più possibile il diaframma aumentando la profondità di campo.
Un giusto compromesso è mantenere l'apertura tra f/8 e f/16.
ESPOSIZIONI LUNGHE
I tempi di esposizione lunghi sono importanti, anche quando si è di fronte a luci forti, ma soprattutto ci aiutano a recuperare luce quando non c'è.
Possiamo altresì sfruttare i tempi lunghi per ottenere effetti creativi come il movimento delle acque o delle nuvole.
Ovviamente tutto ciò, solo ed esclusivamente su un cavalletto.

EDITING

La post -produzione dovrebbe servire solo per migliorare alcuni dettagli all'interno della nostra foto.

Apriamo quindi il nostro file RAW con un programma come photoshop o similare, analizziamo lo scatto e cerchiamo di individuare quali caratteristiche possiamo migliorare.
Regoliamo quindi, se necessario, i toni e i contrasti e correggiamo le eventuali macchie presenti nell'immagine.
Se vogliamo perdere qualche altro minuto, giochiamo con le luci e le ombre per dare morbidezza o nitidezza ai contrasti della fotografia.
Fai delle prove con i diversi strumenti di editing del programma, non esistono regole ferree, ma non esagerare mai.
Oggi il lettore RAW e programmi come Photoshop, sono la camera oscura del vecchio buon metodo analogico a pellicola.
Queste operazioni permettono di essere creativi e risparmiare tempo per le operazioni di rito su di un file.

Trovi l'articolo completo sulla rivista on-line

Ultima modifica il Venerdì, 16 Marzo 2018 18:36

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