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Nostos ed il senso di Athena

Il viaggio fotografico di Katia Corfini tra memoria, arte e ritorno

Nostos ed il senso di Athena

La Sala delle Grasce di Pietrasanta ha ospitato la mostra fotografica “Nostos ed il senso di Athena” dell’artista Katia Corfini, nata e cresciuta proprio nella città versiliese. Un’esposizione che ha saputo intrecciare il racconto del viaggio con il richiamo profondo delle proprie radici, offrendo al pubblico un’esperienza immersiva tra immagini, parole e performance.

Il progetto espositivo nasce da un lungo percorso personale e artistico: dopo aver viaggiato in diverse parti del mondo, Corfini non ha mai abbandonato il legame con la sua terra natia, scegliendo di raccontarla accanto agli scenari internazionali attraverso una serie di immagini inedite. La mostra si sviluppa come un dialogo continuo tra il “fuori” e il “dentro”, tra il viaggio e il ritorno, incarnando il concetto greco di nostos, ovvero il ritorno a casa, carico di memoria, nostalgia e consapevolezza.

Il riferimento simbolico ad Athena, dea della saggezza, delle arti e dei mestieri, attraversa l’intera esposizione: una figura che rappresenta la libertà del pensiero e della creazione artistica. In questo senso, Pietrasanta — spesso definita “la piccola Atene” — diventa non solo luogo fisico, ma anche spazio ideale dove arte, cultura e bellezza si fondono in un equilibrio armonico.

Oltre al momento inaugurale, la mostra è stata arricchita da una serie di interventi pubblici che hanno registrato una partecipazione significativa, con presenze superiori alle 100 persone per ciascun appuntamento. Durante questi incontri, l’artista ha accompagnato i visitatori in un percorso di approfondimento, spiegando nel dettaglio il contesto, il momento e le motivazioni alla base degli scatti fotografici. Un racconto diretto che ha permesso al pubblico di entrare nel processo creativo, comprendendo come ogni immagine sia il risultato di un’esperienza vissuta, di un’emozione fissata nel tempo e di una riflessione personale sul concetto di libertà.

La mostra si è inoltre distinta per una forte componente interdisciplinare, configurandosi come uno spazio di contaminazione artistica. Accanto alle fotografie di Katia Corfini, sono stati presentati contributi visivi e audiovisivi realizzati in collaborazione con Corfini – Tizzani, oltre a letture poetiche di autori vari che hanno arricchito il percorso espositivo di ulteriori livelli interpretativi. A completare l’esperienza, la recitazione del curatore della mostra ha trasformato alcuni momenti in vere e proprie performance, dando voce e corpo ai temi dell’esposizione.

Questo intreccio di linguaggi — fotografia, video, poesia e teatro — ha reso la mostra un’esperienza dinamica e partecipata, capace di coinvolgere lo spettatore non solo visivamente, ma anche emotivamente e intellettualmente.

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