A cura di GIANNI IOVACCHINI
fotografie di GIANNI IOVACCHINI
TURCHIA
Ci sono viaggi che si ricordano per i luoghi visitati e altri che, con il tempo, diventano qualcosa di più: un insieme di immagini, emozioni e riflessioni che continuano a vivere dentro di noi.
Il mio ultimo viaggio in Turchia appartiene a questa seconda categoria.
Non è stato soltanto un itinerario attraverso alcune delle più importanti testimonianze della storia, ma un percorso che mi ha portato a conoscere un Paese dalle mille sfaccettature, dove Oriente e Occidente si incontrano, dove il passato convive con il presente e dove la spiritualità assume forme diverse, ma spesso sorprendentemente vicine.
Istanbul
Il viaggio comincia da Istanbul, una metropoli immensa, con un’area urbana che conta circa 20 milioni di abitanti. Una città che non si lascia comprendere in un solo sguardo, perché ogni quartiere, ogni strada e ogni edificio sembrano raccontare una storia diversa.
Appena arrivati, si viene avvolti dal movimento continuo della città: il traffico, i mercati, i traghetti, le persone che si spostano da una parte all’altra del Bosforo. Istanbul è una città viva, rumorosa, affascinante, nella quale la storia non è qualcosa di lontano, ma una presenza quotidiana.
La visita a Santa Sofia è uno dei momenti più intensi. Entrare in questo luogo significa trovarsi davanti a una storia che attraversa i secoli e le religioni. Le sue dimensioni, la luce, le decorazioni e le tracce delle diverse epoche suscitano una sensazione difficile da descrivere.
Non è soltanto un monumento da fotografare: è un luogo nel quale si percepisce il peso della storia.
Accanto a Santa Sofia, le moschee, il Palazzo Topkapı, il Grand Bazaar e gli altri luoghi che hanno fatto la storia di Istanbul contribuiscono a costruire un’immagine complessa e affascinante della città.
Gianni Iovacchini Photography
I Volti della Città
Ma forse il modo migliore per conoscerla è semplicemente camminare. Osservare i volti, ascoltare i suoni, lasciarsi sorprendere dai particolari. Perché Istanbul non si racconta soltanto attraverso i suoi monumenti, ma anche attraverso la vita che scorre intorno a essi.
Il Bosforo
dove l'Europa incontra l'Asia
Il giro sul Bosforo è una delle esperienze che più rimangono nella memoria.
Dal battello, Istanbul appare diversa. Le rive scorrono lentamente davanti agli occhi, mostrando palazzi, moschee, ponti, antiche dimore e quartieri moderni. Da una parte l’Europa, dall’altra l’Asia, unite da un’acqua che sembra raccontare, meglio di qualsiasi libro, la posizione e il carattere di questa città.
È una sensazione particolare: trovarsi in mezzo a due continenti e pensare a quante persone, nel corso dei secoli, abbiano attraversato quelle stesse acque.
Pergamo, Izmir ed Efeso:
la storia che prende forma
Lasciata Istanbul, il viaggio prosegue verso ovest, attraversando paesaggi e città che raccontano altre pagine della storia della Turchia.
A Pergamo le rovine restituiscono l’immagine di una civiltà che fece della cultura e della conoscenza una delle proprie grandi ricchezze. Camminare tra quelle pietre significa immaginare un mondo nel quale il sapere aveva un valore straordinario.
Poi Izmir, città moderna e vivace, affacciata sul mare. Un luogo nel quale si percepisce un’atmosfera diversa, più mediterranea, ma sempre profondamente legata alla propria identità.
E infine Efeso, una delle tappe più emozionanti del viaggio.
Le sue strade, le colonne, la biblioteca di Celso, il grande teatro: tutto sembra parlare di una civiltà che continua a vivere nella memoria. Camminare tra quelle rovine significa confrontarsi con il tempo e con la capacità dell’uomo di lasciare tracce che resistono ai secoli.
A Efeso, ad esempio, il pensiero corre alle origini del cristianesimo e alla figura di San Paolo, che proprio in questa città svolse una parte importante della sua predicazione. Efeso è anche legata alla tradizione di San Giovanni, la cui memoria è ancora viva
Per un fotografo, luoghi come questi sono una continua ricerca di luce, forme e particolari. Ma al di là dell’immagine, ciò che rimane è la consapevolezza di trovarsi davanti a qualcosa che appartiene alla storia dell’umanità.
Pamukkale
la bellezza della natura
Dopo le città e le rovine, arriva Pamukkale.
Le sue terrazze bianche, formate dall’acqua termale, sembrano appartenere a un altro mondo. Il bianco della roccia, l’azzurro delle piscine naturali e la luce del sole creano un paesaggio quasi irreale.
È uno di quei luoghi nei quali la fotografia riesce a raccontare molto, ma non tutto.
Si può cercare l’inquadratura migliore, aspettare la luce giusta, cercare di restituire i colori e le forme, ma alla fine è la meraviglia del luogo a prevalere.
Pamukkale è un invito a fermarsi, a guardare, a lasciarsi sorprendere dalla natura.
Hierapolis
l'antico centro termale
Non lontano da Pamukkale, il sito archerlogico di Hierapolis è assolutamente da non perdere.
La città era costruita sulla sommità delle formazioni di travertino bianco. Era centro termal e luogo di cura e soggiorno.
Il teatro, costruito in epoca romana e successivamente ampliato, conserva ancora una notevole parte della decorazione architettonica e della cavea. La sua posizione permette di cogliere bene la relazione fra la monumentalità della città antica e il paesaggio circostante.
Cappadocia
la terra che sembra un sogno
E poi arriva la Cappadocia.
Un paesaggio straordinario, fatto di formazioni rocciose, vallate, città sotterranee e abitazioni scavate nella pietra. Un territorio che sembra uscito dalla fantasia di un artista, ma che è il risultato di milioni di anni di storia naturale e del lavoro dell’uomo.
Camminare tra i suoi paesaggi significa entrare in un mondo diverso, dove la terra assume forme imprevedibili e ogni valle sembra nascondere una storia.
Ma l’esperienza più emozionante è senza dubbio il volo in mongolfiera.
Alzarsi prima dell’alba, quando il cielo è ancora scuro, e vedere le mongolfiere prepararsi al decollo è già un’esperienza particolare.
Poi, lentamente, il pallone si gonfia, il fuoco illumina la tela e arriva il momento di salire.
Quando la mongolfiera si stacca da terra, il paesaggio comincia ad allontanarsi. Le vallate, le rocce, i piccoli centri abitati diventano sempre più piccoli, mentre il sole sorge e illumina la Cappadocia.
Da lassù tutto appare diverso.
Il silenzio, interrotto soltanto dal rumore del bruciatore, rende il momento ancora più intenso. È difficile descrivere la sensazione di trovarsi sospesi nell’aria, circondati da un paesaggio così particolare.
In quel momento si comprende che viaggiare significa anche questo: vivere emozioni che non si possono programmare completamente, ma che rimangono nella memoria.
Gianni Iovacchini Photography
Gianni Iovacchini Photography
Tra tutte le immagini e le esperienze di questo viaggio, ciò che più mi ha colpito è stato il rapporto tra le diverse religioni e la sensazione di trovarmi davanti a un popolo profondamente orgoglioso della propria storia.
La Turchia è un Paese nel quale convivono testimonianze di civiltà, tradizioni e fedi diverse. Le chiese, le moschee, i luoghi della spiritualità e le antiche città raccontano una storia complessa, fatta di incontri, trasformazioni e influenze reciproche.
E proprio questa convivenza mi ha fatto riflettere.
Non è soltanto la bellezza dei monumenti a colpire, ma il modo in cui un popolo sembra custodire il proprio passato, riconoscendosi nella propria cultura e nelle proprie tradizioni.
L’orgoglio dei turchi è qualcosa che si percepisce nei gesti, nei volti, nel modo di vivere le città e nel rapporto con la propria storia. Un orgoglio che non ho vissuto come distanza, ma come consapevolezza di appartenere a una terra che ha dato tanto alla civiltà.
È stato forse questo il regalo più importante del viaggio: comprendere che la storia, quando viene vissuta e custodita, può diventare un ponte tra persone, culture e religioni.
Come fotografo, ho cercato di fermare tutto questo attraverso le immagini.
Non soltanto i monumenti, ma anche le persone, i paesaggi, la luce, i particolari. Perché un viaggio non è fatto soltanto di luoghi da visitare, ma di emozioni da conservare.
Le fotografie che accompagneranno questo racconto saranno il mio modo di restituire ciò che ho visto e vissuto. Saranno frammenti di una storia più grande, quella di un Paese che mi ha sorpreso per la sua bellezza, per la sua cultura e per la sua capacità di mettere in dialogo mondi diversi.
E forse è proprio questo il senso più profondo del viaggio: non soltanto vedere luoghi nuovi, ma imparare a guardarli con occhi diversi.
La Turchia è stata per me un viaggio nella storia, nella spiritualità e nella bellezza. Un viaggio che continuerà a vivere nelle fotografie e nei ricordi.
28 risposte
Un sincero grazie alla redazione per aver scelto di pubblicare il mio reportage sulla Turchia.
È un piacere poter condividere, attraverso le mie fotografie e il mio racconto, un viaggio fatto di luoghi, storia, culture e incontri.
Grazie per l’attenzione e per aver dato spazio al mio modo di raccontare il mondo attraverso la fotografia.
Giovanni Iovacchini
Complimenti Gianni, veramente una bella avventura, foto stupende quale è 8l tuo stile. Mi hai fatto viaggiare insieme a te pur non essendo mai stato in questi posti. Bravo bravo bravo..
Grazie Massimo delle tue parole
Sono felice di essere stata fra coloro che hanno condiviso queste emozioni.
Il racconto testimonia che non si guarda solo con gli occhi, e che le percezioni della bellezza e dell’umanitá sono calibrate dalla sensibilità di ognuno di noi.
Grazie di cuore per questo contributo.
Anna
grazie a te e la tua alta professionalità
Veramente un lavoro sia fotografico che storico .
Si ha la possibilità scorrendolo di viaggiare e vivere le emozioni vissute da Giovanni.
Nulla di banale e / o scontato
Ancora grazie
Giuseppe Nubile
Pres. Docemus EtS
Grazie per il bellissimo commento.
IIovacchini è una garanzia, il suo occhio coglie sempre l’essenza oltre l’immagine
Bellissimo racconto. Complimenti
Reportage attento e interessante, mai banale. Foto fantastiche ed emozionanti. Grazie per aver condiviso questo tuo viaggio.
Un bellissimo racconto di viaggio che, oltre ad essere un viaggio in luoghi e spazi è anche un viaggio nel tempo e nell’anima dell’uomo! Complimenti
Grazie per averci fatto vivere le emozioni di questo viaggio.
Ti ringrazio
Viaggio raccontato interpretando lo spirito del paese, reportage curato nell’ anima della popolazione.
Grazie Roberto eè quello che ho cercato di fare.
Gianni, amico e protagonista della luce, ovunque il suo sguardo indagatore, penetra nelle vicende dei popoli. Un cittadino dell’immagine del mondo. Aspettiamo curiosi il suo prossimo viaggio!
Che dire, grazie Beniamino.
Il tuo viaggio non si limita a mostrare paesaggi, panorami o persone ma raccontno un’ anima e una storia autentica attraverso lo sguardo del fotografo
Obiettivo raggiunto se hai visto questo. Grazie
Ti ringrazio
Molto interessante, complimenti
Grazie per avermi fatto “ritornare” dopo oltre 30anni in Turchia con le tue splendide foto. Ho ritrovato le luci, gli odori e le emozioni provate allora.
Leggere che il proprio lavoro ha raggiunto l’obiettivo prefissato rende tutto più facile
Complimenti un viaggio bellissimo.
Ti ringrazio.
Complimenti Gianni, le tue foto raccontano atmosfere lontane che diventano conosciute e vicine descritte dal tuo occhio e dal tempo.
Alle persone che portano dentro sempre un pezzo di storia io affianco le immagini colorate e magiche delle mongolfiere che ci trasportano in un mondo incantato.
Bravo!
Complimenti Gianni, le tue foto raccontano atmosfere lontane che diventano conosciute e vicine descritte dal tuo occhio e dal tempo.
Alle persone che portano dentro sempre un pezzo di storia io affianco le immagini colorate e magiche delle mongolfiere che ci trasportano in un mondo incantato.
Bravo!
Detto da un regista del tuo livello mi inorgoglisce in modo particolare. Grazie Enrico e buon lavoro